Saluto del parroco

 

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SALUTO DEL PARROCO ALLA COMUNITA' DI SAN LEONARDELLO

<<Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell’amore vicendevole e verso tutti, come anche noi lo siamo verso di voi, per rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità, davanti a Dio Padre nostro>> (I Tessalonicesi 3,12-13a).

 

Carissimi fratelli e sorelle,

con le parole dell’apostolo Paolo, saluto tutti e ciascuno dal profondo del cuore e con l’amore stesso di Cristo Gesù. Il mio saluto vuole giungere in ogni casa della nostra parrocchia ed è per coloro che il Signore mi affida. Vuole raggiungere ogni famiglia, in particolare quelle che vivono qualsiasi tipo di difficoltà; si esprime con un semplice “ciao” rivolto ad ogni bambino e ad ogni ragazzo; si fa disponibilità all’ascolto e all’accompagnamento per ogni adolescente e giovane; diventa incoraggiamento e condivisione di responsabilità per gli adulti; vuole farsi venerazione affettuosa per l’anziano; si apre alla vicinanza ad ogni malato; dice amore preferenziale per ogni persona debole, povera, umiliata e offesa. Nessuno è estraneo a questo saluto. Nessuno si senta escluso dall’amore e dall’affetto che questo saluto esprime e comunica, riconoscendo in questo affetto e in questo amore un pallido, ma pur sempre vero, riflesso dell’amore immenso e incommensurabile di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

 

Con gioia e commozione, desidero riservare un saluto del tutto speciale al nostro Vescovo Pio Vittorio. A Lei, Eccellenza Reverendissima, in questo momento va la mia più profonda gratitudine per tutti i segni di stima e di affetto che mi ha manifestato, il più grande dei quali reputo l’avermi chiamato al servizio di presiedere questa Comunità insegnando, santificando, governando. A Lei, Eccellenza, in questo momento va ancora una volta la mia, - ma sono sicuro anche quella dei fedeli qui presenti – promessa di piena comunione ed obbedienza al suo magistero ed alla sua guida pastorale. Le chiedo inoltre, di sostenermi con la sua preghiera e la sua vigile attenzione.

 

Nel mio servizio in questa Comunità mi conforta e mi sostiene l’essere stato inserito in una successione e continuità del ministero, splendidi per la grandezza dei pastori che l’hanno costituita.

Il pensiero va in questo momento al mio immediato predecessore, il Reverendo don Antonino Cristaudo. La ringrazio, don Nino, per il bene che ha operato in questa Comunità, raccogliendo e custodendo l’eredità spirituale del Rev.mo Mons. Giuseppe Albano di venerata memoria. La ringrazio anch’io – come già la Parrocchia ha fatto – per essere stato attento alle esigenze di questa Comunità, provata per la chiusura della chiesa parrocchiale e per la mancanza di locali per le attività pastorali. Con Lei, ringrazio inoltre, tutti coloro che l’hanno strettamente collaborata in questi anni e quanti si sono impegnati nella preparazione di questa giornata.

 

Saluto i confratelli presbiteri qui presenti e anche quelli che, impossibilitati ad esserlo di persona, si sono resi presenti in vari modi, in particolare il Vicario foraneo don Antonino Russo e i vari parroci del vicariato.

 

Un caro saluto a don Domenico Massimino, arciprete – parroco della Parrocchia Matrice di Sant’Isidoro in Giarre, con il quale, da vicario parrocchiale, ho condiviso questi primi anni di ministero; alla Comunità tutta della Matrice e alla Comunità parrocchiale di Tagliaborsa, di cui sono stato Parroco, che hanno voluto accompagnarmi così deliziosamente a quest’altra tappa della mia vita presbiterale.

 

Un saluto anche agli amici della vicina parrocchia di Mangano, anch’essa affidata al mio ministero che ho già iniziato venerdì scorso. Insieme agli amici di San Leonardello ci metteremo in cammino per crescere insieme e rendere viva testimonianza della Chiesa-Comunione.

 

Un saluto deferente alle gentili autorità civili e militari della città di Giarre e di Riposto, in particolare il Sig. Sindaco di Giarre Maria Teresa Sodano e il Sig. Sindaco di Riposto dott. Carmelo Spitaleri. Vi ringrazio per la vostra presenza che so essere non soltanto per un dovere istituzionale, ma anche e prima di tutto per dei rapporti di stima e di amicizia che spero possano intensificarsi al servizio dell’uomo, del territorio, del bene comune.

 

<<Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele...”>>(Ez 3,17).

Così si sente un parroco, nel suo quotidiano agire. Sentinella, ogni giorno, sulle mura. Ma soprattutto quest’oggi, che ho il compito di raccogliere tutte le più belle intuizioni del cammino comunitario ed insieme, come sentinella, tracciare un cammino certo per il nuovo ministero che mi accingo ad iniziare in mezzo a voi. Voglio essere in mezzo a voi come una sentinella che vigila, con cuore trepidante, ma anche libero ed attento. E’ l’amore che vigila. Come l’amore della mamma che si sveglia anche quando il figlio rientra tardi nel cuore della notte: subito si sveglia e si interessa a lui, del suo cammino, delle sue gioie e lacrime. Così voglio che sia il mio cuore: vigilante, perché ama. Perché sta ben desto, non ripete analisi consuete, legge dentro le cose, analizza con amore, non giudica ma coglie ogni particolare. E si fa aiutare, dagli operatori pastorali, proprio nel leggere e capire le situazioni. A questo proposito desidero salutare, in questo momento, i gruppi parrocchiali, in particolare i bambini della catechesi, i membri del consiglio pastorale, del Consiglio per gli affari economici, e della commissione della festa patronale. Tutti siete una grande risorsa per questa Comunità. La missione della Chiesa – ce lo dice Gesù – esige la comunione. Si, la comunione è condizione per la credibilità e l’efficacia della missione, ma è anche il contenuto stesso e il senso ultimo della missione, che consiste appunto nel rivelare al mondo l’amore di Dio. Proprio per questo, tra le preoccupazioni più vive del mio cuore di Parroco, di <<sentinella che vigila>>, vi è quella di favorire, incoraggiare, sollecitare con forza la comunione nell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa. La prima testimonianza che tutti i gruppi parrocchiali sono chiamati ad offrire è quella dell’unità e della corresponsabilità. Chi già fa parte o intende far parte di un gruppo dovrà parteciparvi con spirito disinteressato, non indirizzato a ricoprire subito o primariamente un incarico, un posto.

In parrocchia esistono soltanto servizi da rendere con gratuità.

La parrocchia ha bisogno di donne e uomini che offrano il loro tempo, la loro passione, il loro entusiasmo con uno stile di vita evangelico alimentato da un’intensa corrente di spiritualità e di servizio.

Con stile profetico nel saper dire le cose con chiarezza, nel saper porre delle riflessioni acute, forse anticonformiste, ma di certo evangeliche.

Voglio essere una sentinella che intravede. Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte? Chi ha il compito di sentinella, come ben annotava quel grande padre della Chiesa che era san Gregorio Magno, deve non solo vigilare, non solo annunciare, ma anche intravedere, capire oltre, vedere lontano. Oltre il buio, oltre il presente. Deve cioè essere un uomo di speranza, che sostiene, che incoraggia, che non si ferma al presente. Che non cede alla paura. Intravedere è l’arte di chi sa pregare in silenzio e coglie il dito di Dio là dove altri non leggono nulla. Ma solo un cuore in preghiera, immerso nel mistero dell’eterno sa intravedere. Come la fioritura d’inverno. Come la rinascita dopo la potatura.

Permettetevi fratelli carissimi di San Leonardello, di dirvi parole di speranza per la nostra parrocchia, parole che non cedono alla paura e alla rassegnazione… So bene quanto avete sofferto e quanto ancora soffriremo per essere privati della vostra, da oggi “nostra”, chiesa parrocchiale. Iniziando il mio ministero in mezzo a voi, vi confido che questo sarà il mio “sogno”: ridare alla nostra comunità la sua “casa”, così come i nostri padri l’hanno pensata e voluta. Mi spenderò affinché al più presto siano avviati i lavori di restauro della nostra chiesa.

 

Affido il mio ministero di parroco a Maria. Questa nostra Comunità ha un legame speciale con la Madre di Dio, venerata come Patrona, sotto il titolo della Libertà. Sia Lei a liberarci da quelle catene che ci tengono prigionieri di noi stessi. Sia Lei a liberarci da quelle catene che ci impediscono di camminare speditamente nella via che ci porta a Cristo.

Il nuovo Parroco si affida a Lei; affida a Lei la nostra Comunità; affida a Lei ciascuno di voi.

<<Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio>>, rendici degni delle promesse di Cristo.

 

A Lui che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia (cfr Annuncio della Pasqua) e Sposo della Chiesa, che Egli ha amato dando se stesso per purificarla e renderla santa (cfr Ef 5, 25-27) <<lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.>>

 



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